Borgo Valbelluna

/ Veneto

Bekhbaatar Enkhtur

Borgo Valbelluna si trova al centro della bassa valle del Piave; in lontananza si riconoscono i
maestosi profili delle Dolomiti, mentre dal crinale delle Prealpi la veduta arriva fino alla
laguna di Venezia.

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© Walter Argenta
2_Borgo Valbelluna_Vista del centro storico di Mel_ © Dario Tonet
© Dario Tonet
3_Borgo Valbelluna_ Il Municipio nella Piazza di Mel_© Walter_Argenta
© Walter Argenta
4_Borgo Valbelluna_l'interno della Chiesa Bardies_© Walter Argenta
© Walter Argenta
5_Borgo Valbelluna_Le sale del Palazzo Municipale_© Dario Tonet
© Dario Tonet
6_Borgo Valbelluna_Villa Alpago_Novello Frontin_© Dario Tonet
Borgo Valbelluna, Villa Alpago Novello Frontin, © Dario Tonet.
7_Borgo Valbelluna_Chiesa Arcipretale_di_Lentiai_Monumento Nazionale_© Walter Argenta
Borgo Valbelluna, Chiesa Arcipretale di Lentiai, © Walter Argenta.

Borgo Valbelluna, nato dalla fusione di Mel, Trichiana e Lentiai, è formato da numerose
frazioni con storia e tradizioni da valorizzare, ma anche con l’esigenza di costruire una
nuova identità. Mel, il capoluogo, è uno de I Borghi più belli d’Italia; il nome deriva dal latino
gemellae, e potrebbe riferirsi ai “castelli gemelli” di Zumelle e Castelvint. Zumelle è il sito
fortificato medievale meglio conservato della Valbelluna, aperto al pubblico e visitabile;
quello di Castelvin è scomparso, ma ha lasciato importanti tracce della sua esistenza (per
conoscere la storia più antica è possibile visitare il Museo Civico Archeologico). I palazzi
nobiliari che impreziosiscono il centro storico sono testimonianza dei quattro secoli di
dominio della Repubblica di Venezia, primo tra tutti il palazzo cinquecentesco della
Magnifica Comunità, oggi sede del Municipio, con il suo salone affrescato con episodi
dell’Orlando Furioso.
Partendo dal centro del borgo e incamminandosi verso le frazioni è possibile ammirare i
tesori sacri nelle numerose chiese: affreschi, tabernacoli, altari lignei, pale dipinte, paliotti in
cuoio. Le Prealpi bellunesi sono una meta ideale anche per gli amanti della natura, grazie ai
suoi sentieri che si snodano tra malghe, sentieri in cresta e canyon.

Bekhbaatar Enkhtur

(Ulaanbaatar, 1994)

Bekhbaatar Enkhtur ha mostrato il suo lavoro al pubblico per la prima volta nel 2018 all’interno della collettiva “Tragitti divaganti, distrazioni da una meta” presso la galleria P420 di Bologna, alla quale ha partecipato con un’opera incentrata sulla materialità dell’argilla. Lo stesso anno, durante la residenza artistica Making of an Artist presso la Fondazione Lanfranco Baldi di Pelago, ha creato un’installazione a quattro mani, formando il duo Nomadiuk. Durate la residenza, Enkhtur ha indagato lo spazio tramite il suono, aspetto fondamentale della sua ricerca insieme all’elemento naturale.

Quest’ultimo è cardine dell’opera realizzata nel 2019 durante la mostra “La pratica quotidiana” presso l’Oratorio di San Sebastiano a Forlì, dove l’artista ha deciso di unire l’argilla, un materiale inorganico, a delle foglie, un materiale organico, per realizzare i sette “Cervi” nello spazio dell’Oratorio. Nel 2020 è stato selezionato per la residenza artistica “La meraviglia” presso la Manifattura Tabacchi a Firenze; in occasione della mostra finale ha realizzato un’installazione formata da volpi create con la cera. La ricerca artistica di Bekhbaatar ruota attorno a un concetto intrinseco a tutte le cose: il cambiamento. Con il passare del tempo, esseri e oggetti perdono il loro significato originale per assumerne uno nuovo, e con questo una nuova funzione. L’energia non si esaurisce mai, cambia solo forma nel tempo, creando a sua volta un’energia diversa. Allo stesso tempo sebbene il suo significato possa cambiare, l’essenza di un oggetto o di un corpo rimane la stessa. Recentemente Bekhbaatar è risultato tra i vincitori della open call per l'assegnazione di uno studio all'interno del Nuovo Forno del Pane, progetto di produzione interdisciplinare del museo MAMbo di Bologna.

1_Bekhbaatar Enkhatur_Buio
Bekhbaatar Enkhtur, Buio, 2018. Gesso, scatola. Installation view di “Nomadiuk”, Fondazione Lanfranco Baldi, Pelago (FI).
Cervo
Bekhbaatar Enkhtur, Cervo, 2018. Argilla, rami d’albero. Installation view di “Tragitti divaganti, distrazioni da una meta”, P420, Bologna.
cervo
Bekhbaatar Enkhtur, Cervo, 2018, (dettaglio). Argilla, rami d’albero. “Tragitti divaganti, distrazioni da una meta”, P420, Bologna.
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Bekhbaatar Enkhtur, Volpe, 2020. Cera, rami d’albero, “Meraviglia”, Manifattura Tabacchi, Firenze. Foto di Andrea Paoletti.
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Bekhbaatar Enkhtur, Senza titolo, 2018. Fotografie. “Un giorno un luogo”, Centro Pecci, Prato.

L’installazione diffusa di Bekhbaatar Enkhtur per Una boccata d'arte

La prima ispirazione per Zuult, come spesso accade nella pratica di Bekhbaatar Enkhtur, nasce da una storia della tradizione mongola. Una mandria, in fuga dalla siccità, si allontana dalla sua terra d’origine e si insedia in una zona più rigogliosa. Nessuno, però, sembra curarsi della popolazione che la abita: uno stormo di oche, che attacca violentemente la mandria. Solo una cavalla bianca, che ha dimostrato saggezza e rispetto, si salva col suo puledro: insieme tornano alla terra d’origine. La storia insegna quanto sia importante il rispetto verso gli altri e quanto ognuno di noi appartenga indissolubilmente alla terra che l’ha generato.
Come omaggio alla figura del cavallo, durante una residenza organizzata presso il borgo, l’artista realizza con l’argilla non cotta diverse sculture equine dalla livrea grigia, in scala quasi reale, destinate a scomparire e a tornare a fare parte del ciclo naturale del terreno. La documentazione ricopre quindi un ruolo fondamentale all’interno del progetto, diventando l’unica traccia tangibile degli interventi, oltre a una placca a memoria dell’evento. Idealmente Zuult si pone l’obiettivo di saldare l’unione di tre nuclei cittadini aggregati da circa un anno e mezzo a formare il comune di Borgo Valbelluna: Lentiai, Mel e Trichiana. Il posizionamento delle sculture, infatti, è diffuso nel territorio ed è stato deciso durante il periodo di residenza attraverso una sua profonda esplorazione. L’esatto collocamento di tutte le sculture, comunicato solo la mattina del giorno dell’inaugurazione, dà il via a una visita itinerante per la fruizione totale dell’installazione.

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Bekhbaatar Enkhtur, Zuult, 2020, argilla, dimensioni varie. Installazione diffusa nel territorio di Borgo Valbelluna (BL). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Camilla Glorioso
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Bekhbaatar Enkhtur, Zuult, 2020, argilla, dimensioni varie. Installazione diffusa nel territorio di Borgo Valbelluna (BL). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Camilla Glorioso
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Bekhbaatar Enkhtur, Zuult, 2020, argilla, dimensioni varie. Installazione diffusa nel territorio di Borgo Valbelluna (BL). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Camilla Glorioso
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Bekhbaatar Enkhtur, Zuult, 2020, argilla, dimensioni varie. Installazione diffusa nel territorio di Borgo Valbelluna (BL). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Camilla Glorioso
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Bekhbaatar Enkhtur, Zuult, 2020, argilla, dimensioni varie. Installazione diffusa nel territorio di Borgo Valbelluna (BL). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Camilla Glorioso
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Bekhbaatar Enkhtur, Zuult, 2020, argilla, dimensioni varie. Installazione diffusa nel territorio di Borgo Valbelluna (BL). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Camilla Glorioso
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Bekhbaatar Enkhtur, Zuult, 2020, argilla, dimensioni varie. Installazione diffusa nel territorio di Borgo Valbelluna (BL). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Camilla Glorioso
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Bekhbaatar Enkhtur, Zuult, 2020, argilla, dimensioni varie. Installazione diffusa nel territorio di Borgo Valbelluna (BL). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Camilla Glorioso

Bekhbaatar Enkhtur

Zuult

2020, argilla, dimensioni varie.

A cura di Giovanni Giacomo Paolin

/ Inaugurazione
  • 12 settembre 2020
  • h. 10.30

La partecipazione all’inaugurazione dell’installazione non richiede prenotazione.

/ Luogo

L’installazione sarà visibile fino alla scomparsa delle sculture stesse esposte al tempo e agli agenti atmosferici. 

Zuult di Bekhbaatar Enkthur
Guida alla visita dell’installazione diffusa a Borgo Valbelluna

1 MEL, Via Giovanni da Melo, 2, 32026
L’installazione si trova all’interno del giardino in Cao Mel, dietro la piazza principale. Si consiglia di utilizzare il parcheggio in Via Giovanni da Melo vicino al campo sportivo.

2 TRICHIANA, Via Lotto 3, 32028
L’installazione si trova lungo il sentiero che costeggia il torrente Tuora dietro Parco Lotto. Procedere per circa 100 metri dopo la sede della protezione civile, svoltando a destra dopo il ponte verde. Si consiglia di parcheggiare vicino agli impianti sportivi. Per la sua natura effimera, la scultura in argilla potrebbe non essere totalmente integra.

3 LENTIAI, Frazione Colderù, 5, 32020
L’installazione si trova nel giardino laterale della Chiesa di San Giacomo. Si consiglia di parcheggiare nella piazza di Colderù e raggiungere la chiesa a piedi.