Castellaro Lagusello

/ Lombardia

Clarissa Baldassarri

Castellaro Lagusello, borgo appartenente al comune di Monzambano, è situato nell’estremità settentrionale della provincia di Mantova, al centro dell’imponente anfiteatro morenico gardesano e a circa dieci chilometri di distanza dal Lago di Garda.

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L’area di Castellaro è abitata fin dall’età del bronzo: sono state ritrovate tracce di insediamenti sulle sponde del piccolo lago di origine glaciale posto ai piedi della collina dove dal XIII secolo sorge il borgo fortificato. L’apparato difensivo, che presenta chiare caratteristiche della prima architettura scaligera, era costituito da mura merlate e da dieci torri. La torre che presidiava l’unico accesso al borgo, recentemente restaurata, è attualmente visitabile e ospita, nella stagione turistica, mostre e installazioni d’arte contemporanea.
A Castellaro opere umane e naturali si compenetrano in perfetta armonia; la componente antropica – l’antico borgo, i campi coltivati, le vecchie cascine – si inserisce mirabilmente nell’ambiente e forma con questo un complesso inscindibile, tra i più belli e caratteristici delle colline moreniche del Garda. Nel 1984 la Regione Lombardia ha ritenuto di salvaguardarne la tutela con l’istituzione della Riserva Naturale.

Clarissa Baldassarri

(Civitanova Marche, 1994)

La ricerca artistica di Clarissa Baldassarri, iniziata nel 2016, è un’indagine sui limiti percettivi. Si tratta di un’indagine aperta, poiché ambisce a instaurare un dialogo silenzioso con chi vi entra in contatto. 
Le opere non forniscono soluzioni assolute, ma presentano le infinite possibilità del superamento del concetto di limite. Sono degli ausili di cui ci si può servire per guardare e ascoltare oltre le barriere fisiche sensoriali.
Dopo aver studiato Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata, inizia le prime sperimentazioni con la foglia PET ed il plexiglass, dando vita alla serie “Testimonianze del Soffio” e ai lavori in braille di “Limite cieco”, opera che nel 2017 vince il Premio d’Arte Quarelli entrando a far parte della collezione permanente del Parco di Roccaverano. 

Nello stesso anno, il trasferimento a Napoli e il percorso di studi in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti contribuiscono a influenzare il lavoro di Clarissa Baldassarri permettendole di sviluppare il progetto “Eikona”, una serie di altarini ed edicole votive che problematizza il fenomeno dell’idolatria dell’immagine, esposto nella sua prima personale presso la Galleria GMCG di Livorno nel 2018; una delle opere in mostra, Sindone n°2, vince il Premio Speciale Art Tracker del Combact Prize 2019. La sua indagine passa dal campo visivo a quello uditivo nell’intento di mettersi in ascolto di altre frequenze. Da queste riflessioni nasce il progetto site specific Ausiliare, a cura di Marianna Agliottone e Rosaria Iazzetta, presentato come lavoro di tesi finale presso la chiesa San Giuseppe degli Scalzi di Napoli e per il quale l’artista vince la Menzione Speciale Arte Accademia del Ducato Prize 2020.

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Clarissa Baldassarri, Sound Data Logger, 2020. Proiezione e fonometro, Dimensioni ambientali. Opera site specific per Chiesa San Giuseppe degli Scalzi, Napoli. Courtesy l’artista. Foto di Iolanda Pazzanese.
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Clarissa Baldassarri, Promise Land, 2019. Mobile n°1, Cera d’api sbiancata, Dimensioni variabili. Installation view della mostra “L’altra Fede”, Napoli. Courtesy l’artista.
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Clarissa Baldassarri, Eikona, 2018. . Installation view della mostra GMCG Gian Marco Casini Gallery, Livorno. Altarino n°1 e Altarino n°2, Cemento, ferro e vetro, Scala 24 × 92 × 46 cm, Vetro 23 × 23 × 4 cm, Colonne Ø 10 cm, h 165-127 cm, Vetro 47 × 29,5 × 4 cm. Courtesy l’artista e Gian Marco Casini Gallery, Livorno. Foto di Francesco Levy.
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Clarissa Baldassarri, Limite Cieco, 2017. Plexiglas, bibbia e ferro zincato, Dimensioni ambientali. Courtesy l’artista e Parco d’Arte Quarelli, Roccaverano (AT).
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Clarissa Baldassarri, Limite Cieco, 2017. Plexiglas, bibbia e ferro zincato, Dimensioni ambientali. Courtesy l’artista e Parco d’Arte Quarelli, Roccaverano (AT).
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Clarissa Baldassarri, Cammino, 2016. Impronta del soffio e combustione su foglia PET, 33 × 99 × 10 cm. Courtesy l’artista.

L’installazione di Clarissa Baldassarri per Una boccata d'arte

L’opera Riflesso silenzioso di una sonora immagine, realizzata da Clarissa Baldassarri  all’interno delle mura dell’antico borgo medievale di Castellaro Lagusello, restituisce al borgo, attraverso l’eco dei suoni, il riflesso del lago. L’attenzione si focalizza sia sulla percezione del tempo sospeso del borgo medievale, sia sulle dimensioni, ravvicinate ma visivamente slegate, del paesaggio naturale e di quello urbano.
L’artista ha collocato un fonometro vicino alle sponde del lago, le cui sonorità vengono registrate per 24 ore. Il percorso sonoro, però, non è udibile, ma solo visibile. I dati sono infatti trascritti nella pavimentazione della strada principale del borgo, che collega la torre d’ingresso al lago – tracce numeriche di un paesaggio sonoro di cui normalmente si godrebbe solo in prossimità del lago. Il lago tiene nascosta la sua immagine, che si fa presenza visibile attraverso la sua voce. Il fulcro dell’opera è la discordanza tra ciò che non si può vedere e ciò che si può sentire, lasciando libero spazio alla nostra immaginazione e al nostro ascolto.
Il 12 settembre 2020, le intensità sonore del lago vengono proiettate in tempo reale sulla facciata di Villa Arrighi, collocata alla fine del percorso, sulle sponde del lago. A differenza delle frequenze registrate prima dell’inaugurazione, non rimane nessuna testimonianza scritta, ma solo un’immagine sonora da ricordare.

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Clarissa Baldassarri, Riflesso silenzioso di una sonora immagine, 2020, fonometro, proiezione, 4320 dati numerici trascritti su porfido, cromatura, 275 m × 0,20 m. Via Castello, 46040, Castellaro Lagusello, Monzambano (MN). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Simona Frigo
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Clarissa Baldassarri, Riflesso silenzioso di una sonora immagine, 2020, fonometro, proiezione, 4320 dati numerici trascritti su porfido, cromatura, 275 m × 0,20 m. Via Castello, 46040, Castellaro Lagusello, Monzambano (MN). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Simona Frigo
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Clarissa Baldassarri, Riflesso silenzioso di una sonora immagine, 2020, fonometro, proiezione, 4320 dati numerici trascritti su porfido, cromatura, 275 m × 0,20 m. Via Castello, 46040, Castellaro Lagusello, Monzambano (MN). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Simona Frigo
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Clarissa Baldassarri, Riflesso silenzioso di una sonora immagine, 2020, fonometro, proiezione, 4320 dati numerici trascritti su porfido, cromatura, 275 m × 0,20 m. Via Castello, 46040, Castellaro Lagusello, Monzambano (MN). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Simona Frigo
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Clarissa Baldassarri, Riflesso silenzioso di una sonora immagine, 2020, fonometro, proiezione, 4320 dati numerici trascritti su porfido, cromatura, 275 m × 0,20 m. Via Castello, 46040, Castellaro Lagusello, Monzambano (MN). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Simona Frigo
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Clarissa Baldassarri, Riflesso silenzioso di una sonora immagine, 2020, fonometro, proiezione, 4320 dati numerici trascritti su porfido, cromatura, 275 m × 0,20 m. Via Castello, 46040, Castellaro Lagusello, Monzambano (MN). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Simona Frigo
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Clarissa Baldassarri, Riflesso silenzioso di una sonora immagine, 2020, fonometro, proiezione, 4320 dati numerici trascritti su porfido, cromatura, 275 m × 0,20 m. Via Castello, 46040, Castellaro Lagusello, Monzambano (MN). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Simona Frigo
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Clarissa Baldassarri, Riflesso silenzioso di una sonora immagine, 2020, fonometro, proiezione, 4320 dati numerici trascritti su porfido, cromatura, 275 m × 0,20 m. Via Castello, 46040, Castellaro Lagusello, Monzambano (MN). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Simona Frigo

Clarissa Baldassarri

Riflesso silenzioso di una sonora immagine

2020, fonometro, proiezione, 4320 dati numerici trascritti su porfido, cromatura, 275 m × 0,20 m.

A cura di Francesca Carpani Glisenti

/ Inaugurazione
  • 12 settembre 2020
  • h. 18.30

Per partecipare all’inaugurazione è necessario registrarsi alla seguente email: turismo@monzambano.gov.it

/ Luogo