Pisticci

/ Basilicata

Sabrina Mezzaqui

Le origini di Pisticci sono antichissime: le prime testimonianze di insediamenti da parte degli Enotri datano al X secolo a.C.

1_Pisticci_Abbazia Santa Maria La Sanità del Casale_© Daniele Viggiani
© Daniele Viggiani
2_Pisticci_Rione Dirupo giorno_© Daniele Viggiani
© Daniele Viggiani
3_Pisticci_Teatro dei Calanchi al tramonto_© Daniele Viggiani
© Daniele Viggiani
4_Pisticci_Rione Dirupo notte_© Daniele Viggiani
© Daniele Viggiani
5_Pisticci_Processione di San Rocco_© Daniele Viggiani
© Daniele Viggiani

La tradizione fa risalire alla colonizzazione greca il nome di Pistoikos come “luogo fedele”. Con la dominazione romana Pisticci divenne un importante centro agricolo e nell’anno Mille registrò la presenza dei Normanni che ne costituirono il feudo; i Benedettini fondarono il cenobio di Santa Maria del Casale su un antico insediamento basiliano, oggi visitabile. Nel 1688 una devastante frana modificò l’assetto territoriale del paese, dando vita a un nuovo Rione, il “Dirupo”, sorto dalle macerie del tragico avvenimento e oggi riconosciuto tra le “100 meraviglie d’Italia”.
Il territorio, ampiamente diversificato ed eterogeneo, abbraccia le zone collinari del centro storico, quelle della Valbasento, e le zone pianeggianti che, dalla frazione di Marconia, giungono fino al mare. Sugli oltre sette chilometri di costa si è sviluppato un notevole turismo balneare e costiero, incentivato dalle spiagge incontaminate e dalla folta pineta demaniale.
Suggestivo il paesaggio dei Calanchi che circonda l’intero centro storico di Pisticci, spettacolo unico e forte polo di attrazione turistica per i suoi paesaggi lunari frutto dell’erosione dell’argilla che, nei secoli, ha interessato tali aree.

Sabrina Mezzaqui

(Bologna, 1964)

Sabrina Mezzaqui vive e lavora a Marzabotto, in provincia di Bologna. Si è diplomata presso l’Istituto Statale d’Arte di Bologna nel 1985 e presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1993.
Molti dei suoi lavori sono concepiti come una materializzazione dello scorrere del tempo e mettono in gioco il senso del fare manuale nella ripetizione per ore e ore di gesti minuti (infilare perline, ritagliare, piegare, disegnare piccoli motivi). Nelle sue opere compare spesso la scrittura (brevi testi, memorie, riferimenti letterari, libri rimaneggiati) e i video raccontano di tempi lenti, registrando variazioni di luce o semplici fenomeni naturali come il pulviscolo nei pressi di una finestra socchiusa, il riverbero del sole sulle onde o la neve che cade. Negli ultimi anni ha sperimentato modalità di lavoro condiviso (Tavolo di Lavoro di Marzabotto, Parma, San Gimignano, Cesena, Maccastorna).

© Mario Rossi

Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive presso gallerie e istituzioni italiane e internazionali come Galleria Continua (2005, 2008, 2011, 2014, 2017); MAR, Ravenna, 2018; Palazzo da Mosto - Fondazione Palazzo Magnani, Reggio Emilia, 2018; Pilotta – Galleria Nazionale, Parma, 2014; Bengal Art Lounge, Dhaka, 2012; Museo Civico d’Arte, Modena, 2010; Istituto Italiano di Cultura – MOCA, Buenos Aires, 2009; Musée d’art moderne et contemporain, Saint-Etienne, 2009; GAM, Torino, 2006; La Triennale di Milano, 2016; MAXXI, Roma, 2007; Castel Sant’Elmo, Napoli, 2007; One Severn Street, Birmingham, 2005; Raid Projects Gallery, Los Angeles, 2005; Palazzo delle Papesse, Siena, 2003; Museion, Bolzano, 2003; MAMbo, Bologna, 2003; INOVA, Milwaukee, 2002; MoMA PS1, New York, 1999.

1a_Sabrina Mezzaqui, E disse
Sabrina Mezzaqui, E disse, 2014. Libro intagliato (Erri De Luca, E disse, ed. Feltrinelli), migliaia di ritagli di carta stampata, ricamo, perline, colla dimensioni variabili (libro h. 19,5 cm). Courtesy l’artista e GALLERIA CONTINUA. Foto di Ela Bialkowska.
2a_Sabrina Mezzaqui_Fiori minuti
Sabrina Mezzaqui, Fiori minuti, 2019. Ceramica, carta, metallo 42,6 × 32,5 × 8 cm. Courtesy l’artista e GALLERIA CONTINUA. Foto di Pamela Bralia.
3a_Sabrina Mezzaqui_Mandala
Sabrina Mezzaqui, Mandala, 2019. Metallo dimensioni variabili. Courtesy l’artista e GALLERIA CONTINUA. Foto di Ela Bialkowska, OKNO Studio.
4_Sabrina Mezzaqui_Appunti per autobiografia del rosso
Sabrina Mezzaqui, Appunti per autobiografia del rosso, 2017-2018. Carta ritagliata, filo, colla su quaderno 50 × 40 × 8 cm. Courtesy l’artista e GALLERIA CONTINUA. Foto di Oak Taylor-Smith.
5a_Sabrina Mezzaqui_618 (E.D.)
Sabrina Mezzaqui, 618 (E.D.), 2017. Lettere in cellulosa, filo 75 × 75 cm (versione italiana da Emily Dickinson, Tutte le poesie, I Meridiani Mondadori, pag. 699, traduzione rivista da Elisa Biagini). Courtesy l’artista e GALLERIA CONTINUA. Foto di Ela Bialkowska.
6a_Sabrina Mezzaqui_Bianco naturale
Sabrina Mezzaqui, Bianco naturale, 2017. Carta, polvere di marmo, perline, filo (lunghezza 9000 cm circa), contenitore di argilla bianca (realizzato da Maria Cristina Navacchia, 51 × 60 × 53 cm). Proiezione foto di Paolo Carraro dal Laboratorio Meditazione delle mani, Cesena, ottobre 2016. Courtesy l’artista e GALLERIA CONTINUA. Foto di Ela Bialkowska.

L’installazione di Sabrina Mezzaqui per Una boccata d'arte

In un momento storico in cui siamo bersagliati da messaggi di allarme e urgenza, l’opera di Sabrina Mezzaqui mira a spargere delicatamente nell’aria pensieri sulla lentezza, sulla cura, sull’attenzione. Le bandiere tibetane sono piccoli triangoli di stoffa colorata (bianca, gialla, rossa, verde, azzurra) legati tra loro. Vengono appese sulla cima delle montagne o sui tetti dei templi, e riportano preghiere e immagini stampate che benedicono la vita e l’universo. L’opera consiste di un migliaio di bandierine colorate e serigrafate con 33 estratti da poesie amate. Le bandiere sono appese a Pisticci, nel rione di Terravecchia, nel punto più alto del borgo, vicino al castello. L’opera si compie sfilacciandosi nel vento, disfacendosi nella pioggia, scolorendo al sole. Le frasi sono raccolte e cucite in un libro di stoffa consultabile presso la biblioteca comunale.

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Sabrina Mezzaqui, Toccacieloscolora, 2020, serigrafia su tessuto, 20 × 20 cm cad., un migliaio di bandierine. Rione Terravecchia, Pisticci (MT). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Rocco Grieco
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Sabrina Mezzaqui, Toccacieloscolora, 2020, serigrafia su tessuto, 20 × 20 cm cad., un migliaio di bandierine. Rione Terravecchia, Pisticci (MT). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Rocco Grieco
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Sabrina Mezzaqui, Toccacieloscolora, 2020, serigrafia su tessuto, 20 × 20 cm cad., un migliaio di bandierine. Rione Terravecchia, Pisticci (MT). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Rocco Grieco
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Sabrina Mezzaqui, Toccacieloscolora, 2020, serigrafia su tessuto, 20 × 20 cm cad., un migliaio di bandierine. Rione Terravecchia, Pisticci (MT). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Rocco Grieco
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Sabrina Mezzaqui, Toccacieloscolora, 2020, serigrafia su tessuto, 20 × 20 cm cad., un migliaio di bandierine. Rione Terravecchia, Pisticci (MT). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Rocco Grieco
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Sabrina Mezzaqui, Toccacieloscolora, 2020, serigrafia su tessuto, 20 × 20 cm cad., un migliaio di bandierine. Rione Terravecchia, Pisticci (MT). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Rocco Grieco
RoccoGriecoPH_(6)
Sabrina Mezzaqui, Toccacieloscolora, 2020, serigrafia su tessuto, 20 × 20 cm cad., un migliaio di bandierine. Rione Terravecchia, Pisticci (MT). Courtesy l'artista, Fondazione Elpis e GALLERIA CONTINUA. Foto: Rocco Grieco

Sabrina Mezzaqui

Toccacieloscolora

2020, serigrafia su tessuto, 20 × 20 cm cad., un migliaio di bandierine.

A cura di Lidia Berlingieri

/ Inaugurazione
  • 13 settembre 2020
  • h. 16

All’inaugurazione è possibile partecipare senza prenotazione.
L’ingresso negli spazi chiusi è contingentato a seconda della capacità delle location, con mascherina obbligatoria.
All’esterno è richiesto l’uso della mascherina nel caso non sia possibile rispettare il distanziamento sociale di un metro.

/ Luogo

L’installazione esterna è sempre visibile.
La Biblioteca Comunale è aperta dal lunedì al venerdì: 08-14 / 15.30-18.30. 
Il Museo della Ceramica è aperto dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 20.
Per ulteriori informazioni: T. 389 920 8981