Slide

Antonello Ghezzi

Nadia Antonello – Cittadella (1985) e Paolo Ghezzi – (Bologna 1980)

Nadia Antonello e Paolo Ghezzi a Santo Stefano di Sessanio. Ph. Emiliano Di Mattia.

Il duo Antonello Ghezzi nasce nel 2009 all’Accademia di Belle Arti di Bologna dall’incontro di Nadia Antonello e Paolo Ghezzi.
Iniziano la loro collaborazione con l’opera “Toilet Project” all’interno della fiera bolognese Arte Fiera.
“I am with you, I have always been with you, don’t be afraid Poteva essere una canzone, una poesia. È un’intenzione, un sentimento per farci sentire protetti, in un mondo dove tutto è incerto e abbiamo bisogno di scappare, di nasconderci. Questa bandiera è un messaggio d’amore, per chi ha bisogno di essere parte di qualcosa che gli dia un senso, un’origine, una nazionalità più grande, per sentirsi protetti e non sentirsi soli”.

“Poteva essere una canzone, una poesia. È un’intenzione, un sentimento per farci sentire protetti, in un mondo dove tutto è incerto e abbiamo bisogno di scappare, di nasconderci. Questa bandiera è un messaggio d’amore, per chi ha bisogno di essere parte di qualcosa che gli dia un senso, un’origine, una nazionalità più grande, per sentirsi protetti e non sentirsi soli”.

la mostra

“I am with you, I have been with you, don’t be afraid” – “Under the same sky”

a cura di Laura Di Vetta

Il cielo stellato, la notte, a Santo Stefano di Sessanio, toglie il fiato. Si vede tutta la Via Lattea e la moltitudine di stelle. Non ti trovi più in uno dei più bei borghi medievali, in provincia de L’Aquila, affacciato al Gran Sasso a 1.250 metri di altitudine.Le stelle allargano tutti i nostri confini immaginati, fino a farli sparire. L’infinito e l’Universale prendono il sopravvento.
“I am with you, I have always been with you, don’t be afraid” è composto da innumerevoli bandiere che sventolano, issate tra le case e i palazzi del borgo, negli angoli più remoti ed esposti, dagli antichi torrioni. Un’altra installazione si cinge alle strutture del paese, “Under the same sky”. È una grande tela, un collage di tessuti di infiniti blu. Tempestata di stelle e stelle cadenti, la tela avvolge un’impalcatura da cantiere.

il borgo

Santo Stefano di Sessanio, Abruzzo

42°20’36.0″N 13°38’43.6″E

Il borgo di Santo Stefano di Sessanio. Courtesy: il comune di Santo Stefano di Sessanio.

Santo Stefano di Sessanio deve la sua prosperità alla posizione strategica nelle vicinanze dell’importantissimo “tratturo regio”, strada maestra della transumanza che collegava L’Aquila a Foggia. Nel XII secolo, il borgo entrò a far parte della Baronia di Carapelle. Successivamente divenne possedimento della famiglia dei Piccolomini, cui succedettero i Medici dalla fine del XVI al XVIII secolo, per poi essere annesso al Regno delle due Sicilie come possedimento privato del Re fino all’Unità d’Italia.
Il periodo di maggior splendore per Santo Stefano di Sessanio corrisponde alla reggenza da parte di Francesco de’ Medici e al successo commerciale della lana carfagna, una particolare lana grezza dal colore scuro. Il borgo è stato costruito secondo la tecnica dell’incastellamento: tutte le costruzioni originarie furono realizzate intorno ad un elemento centrale costituito da un’antica torre di avvistamento, meglio conosciuta con il nome improprio di Torre Medicea.

altri artisti