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Marinella Senatore

Cava De’ Tirreni (1977)

Marinella Senatore. Ph. © Marco Anelli.

Senatore è un’artista multidisciplinare la cui pratica è caratterizzata da una forte dimensione partecipativa e da un dialogo costante tra storia, cultura popolare e strutture sociali. “Bodies in Alliance” diventa attivatrice non solo di una alterazione temporanea dello spazio pubblico, ma simbolo di uno spazio sociale dove il singolo individuo può innescare una personale interazione, che però diventa subito connessione con l’altro da sé.

“Combinando elementi assonanti e dissonanti, si è cercato un cortocircuito narrativo che potesse generare nuove possibili visioni”.

la mostra

“Bodies in alliance” e “Bodies in alliance – Studio per opere bidimensionali”

a cura di Fabrizio Paperini

Senatore fa riferimento alla nozione di commons, laddove i “beni comuni” sono risorse culturali e naturali che dovrebbero essere ugualmente accessibili a tutti i membri di una società: in sostanza, nuovi possibili modi di vivere basati sull’orizzontalità e sugli usi comuni che portano a forme di empowerment, attivate, in questo caso, dall’artista e dai suoi interventi nello spazio pubblico, sia fisico che sociale. Nella piazza dei Priori, già luogo di aggregazione e di riferimento, una installazione fluida (perché basata su un’inclusione potenzialmente infinita degli elementi in gioco) e site-specific diventa una piattaforma orizzontale su cui elementi differenti generano movimento energetico, e dunque narrazione potenzialmente condivisa.
“Bodies in Alliance”, citazione da Judith Butler, è la frase formata da una serie di elementi scultorei in legno, realizzati secondo la tradizionale forma delle luminarie, e collocati in diversi punti della piazza. Nella triste circostanza della pandemia del 2020, con forzati momenti di isolamento, la posizione del corpo – individuale e collettivo – è stata messa completamente in discussione: si sono forzatamente create nuove modalità di relazione tra le persone, specialmente da un punto di vista fisico, ponendo l’accento proprio su quanto la vicinanza fosse data per scontata e come sia, ora più che mai, essenziale. Ma il concetto di comunità, di alleanza sentimentale e sociale, costituisce una possibile via di conoscenza e trasformazione dei rapporti tra le persone.

il borgo

Volterra, Toscana

43°24’07.0″N 10°51’35.1″E

Il borgo di Volterra. Courtesy: il comune di Volterra.

Fondata dagli etruschi intorno al VII secolo a.C., oggi rimangono la Porta all’Arco, le Mura Etrusche e i santuari dell’Acropoli. In epoca romana vennero realizzati edifici monumentali come il teatro, le terme e l’anfiteatro. Con la fine dell’età antica la città venne trasformata in un importante centro vescovile, fino a costituirsi come comune in epoca medioevale. L’intero centro storico – le chiese, le mura, le case torri ed i palazzi – costituiscono oggi l’immaginario della città. Volterra vanta il primo palazzo pubblico della Toscana, Palazzo dei Priori (1208), che sorge sulla piazza omonima – una delle più interessanti del panorama architettonico italiano. Oggi gran parte dei suoi capolavori sono esposti nei musei: il Museo Etrusco Guarnacci, la Pinacoteca Civica, il Museo Diocesano. Altri sono invece conservati nel contesto originale, all’interno delle chiese, e in particolare nella cattedrale di Santa Maria Assunta. Nel centro storico sono presenti testimonianze dell’artigianato tipico, tra cui la lavorazione dell’alabastro, osservabile da vicino nelle botteghe e nell’Ecomuseo dell’Alabastro.

altri artisti