Gaia Di Lorenzo

Roma (1991)

Gaia Di Lorenzo. Ph. Leonardo Magrelli.

Realizzerà l’intervento in situ nel borgo di Pietramontecorvino, in Puglia. Costruisce i suoi lavori sovrapponendo livelli di significato apparentemente distanti passando dalla pittura alla scultura, e incorporando testo, schizzi e stampe digitali. I suoi soggetti provengono in egual misura dalle immagini dei social network, da oggetti d’antiquariato e da opere d’arte dei suoi colleghi. Tra le mostre più recenti: We contain each other (Breve storia di una spugna), ADA, Roma nel 2019 e Sitting Amongst, Jupiter Woods art organisation, Londra, nel 2018. Per maggiori info: www.ada-project.it/gaia-di-lorenzo/ Il suo collaboratore Elpis è Bruno Barsanti.

«È rassicurante come ogni posto, persona o cultura abbia un rituale dedicato alla sospensione degli obblighi e alla sovversione degli ordini. Voglio semplicemente riportarli alla luce, ricordarli. Mi sono soffermata su due elementi fondanti di queste occasioni a Pietramontecorvino: quello della soglia e quello dei canti a-morali, gli Sciàmbule».

la mostra

Temmatemenetè

a cura di Bruno Barsanti

TEMMATEMENETÈ
Nìnne ka quèste jiè ‘a lùtema canzòne!
Ragazzo, questa è l’ultima canzone

Temmatemenetè è un intervento diffuso a Terravecchia, il borgo antico di Pietramontecorvino. Il titolo, una cui traduzione plausibile è «Ti ucciderei, ma non ne ho voglia», coincide con il ritornello di uno sciàmbule, forma di canto tradizionale diffuso in alcuni paesi dei Monti Dauni, praticato su un’altalena improvvisata con un ceppo da ardere, sospeso tramite una fune alla porta d’ingresso delle abitazioni.
Tramandati in forma esclusivamente orale, gli sciàmbule si cantavano unicamente nella settimana del Carnevale e consentivano di rovesciare temporaneamente le gerarchie, i costumi e la morale vigente, veicolando di volta in volta messaggi e sentimenti proibiti d’amore, di sdegno o di dolore. L’idea di soglia fisica e simbolica è al centro dell’intervento di Gaia Di Lorenzo, che ha come fulcro principale il portone d’ingresso alla corte del Palazzo Ducale. Qui l’artista installa una grande tenda in alluminio che richiama le tradizionali moschiere diffuse nei borghi del Meridione (scendelille nel dialetto locale), sormontata da una traversa in legno intarsiato su cui è incisa la frase Temmatemenetè. La decontestualizzazione di un elemento tipicamente popolare ha l’effetto di proiettare l’intera corte in una dimensione insolita da interno domestico. A fare da eco all’installazione principale, nei vicoli e nelle piazze di Terravecchia, altre moschiere riattivano passaggi e porte di case abbandonate.
A loro e al vento – presenza costante nel borgo – sono affidate parole e messaggi che riaffiorano da un tempo lontano e danno nuova vita agli sciàmbule.

il borgo

Pietramontecorvino, Puglia

41°32’33.4″N 15°07’43.4″E

View of the typical town of Pietramontecorvino

Il borgo di Pietramontecorvino. Courtesy: il comune di Pietramontecorvino

Pietramontecorvino è un borgo di 2.700 abitanti nella provincia di Foggia, da cui dista 40km, in Puglia.
Bandiera Arancione del Touring Club, sorge nel Subappennino Dauno, il centro storico detto «Terravecchia» mantiene in buona parte le caratteristiche architettoniche medievali, con le abitazioni in tufo. La Torre Normanna, la chiesa Matric e eil Palazzo Ducale formano un complesso monumantale al culmine dello sperone.

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