Rudi Ninov

Teteven (1992)

Rudi Ninov. Ph. Elisabetta Negroni.

Realizzerà un intervento in situ nel borgo di Portico e San Benedetto, in Emilia-Romagna. L’interesse di Rudi per i primi film d’animazione e il loro meccanismo cinematografico è fondamentale nel suo lavoro. In contrasto con l’assenza di gravità e la potenza grafica del lavoro bidimensionale delle sue tele, le sculture presentano una tattilità e una molteplicità materiale di tensioni, trame superficiali e colori, che come codici impazziti rimandano a sfere semantiche diverse. Laureatosi al Goldsmith College di Londra, prosegue gli studi alla Städelschule di Francoforte. Vincitore del Cultural Perspectives Foundation Scholarship, Bulgaria nel 2019, e The Neville Burston Award for Painting, UK nel 2015; tra le sue mostre più recenti Pretty sure it’s just the wind, Goethe Institute and SWIMMING POOL, Sofia nel 2021, e ORBIT, Messeturm, Francoforte, nel 2020. Il suo collaboratore Elpis è Elisabetta Negroni.

«Una volta sul Ponte del Maestà, Quinto [Cappelli] mi indica le scanalature che si alternano sul passaggio del ponte, permettendo un tempo ai cavalli una presa più sicura con gli zoccoli e una salita agile nonostante la pendenza… anche io spontaneamente faccio gli stessi passi larghi. Sul punto più alto del ponte, prima di salutare, mi dice: … proprio perché sei un pittore, credo tu debba sapere che l’acqua era un elemento davvero importante per Dante. Poi mi volto a riguardare Portico».

la mostra

Colour Notes in Epilogue

a cura di Elisabetta Negroni

«C’è un poeta nel cuore di ognuno». Iscrizione su legno, Portico di Romagna.
Portico e San Benedetto è una serie di inclusioni fin dal suo nome. Ultimo baluardo della Romagna a sud, dove la pronuncia della S è ancora un’orgogliosa bandiera, eppure a lungo anche terra dei fiorentini Portinari della Beatrice di Dante. Un comune, ma tre borghi; un’anagrafe che conta appena 700 anime, ma anche una scuola di italiano per stranieri dal 1989. L’intervento diffuso di Rudi Ninov si sviluppa proprio sui curiosi contrasti di una città che della diversità e dell’accoglienza sembra averne fatto un tratto identitario.
All’interno del piccolo Oratorio sul Ponte, una prima installazione in ceramica sarà in dialogo con la riproduzione della Visitazione di Carmignano di Pontormo, riprendendo lo scultoreo slancio dei drappi, eccessivo quanto la tavolozza dei colori, elementi intensi e dinamici che ritornano nel lavoro di Ninov. «La Calgheria», un portico unico per il passaggio che rappresenta dal centro del borgo alla natura, ospiterà una seconda installazione in ceramica: un invito, e poi un dono, che coinvolgerà i visitatori in prima persona. Infine, alla Torre Portinari, una serie di tele sui muri spogli dell’antico mastio del forte, accompagnerà l’ascesa alla vista panoramica fino al Ponte della Maestà, chiudendo così il cerchio della visita.

il borgo

Portico e San Benedetto, Emilia-Romagna

44°01’32.6″N 11°46’52.2″E

Il borgo di Portico e San Benedetto. Courtesy: il comune di Portico e San Benedetto.

Portico e San Benedetto è un comune di 732 abitanti in provincia di Forlì-Cesena, da cui dista 34 e 53km, in Emilia-Romagna. Si compone di tre frazioni: Portico di Romagna, borgo di stampo medievale e città natale di Folco Portinari, padre di Beatrice, in cui si possono visitare il Ponte della Maestà, Torre e giardino Portinari e la Pieve S. Maria in Girone; Bocconi frazione più piccola, anch’essa di origine medievale, in cui spicca il Ponte e la cascata della Brusia; San Benedetto in Alpe, nella cui parte alta (Poggio) si può ammirare l’Abbazia Benedettina e la cascata dell’Acquacheta citata da Dante nel XVI canto dell’Inferno.

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